
Contro misoginia, odio e violenza sulle donne
Ricordare le donne vittime di violenza e dare visibilità al loro coraggio e alla loro storia è un atto di civiltà, la sensibilità sul tema va sempre tenuta alta, partendo soprattutto dalla scuola.
In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne che è ricorsa il 25 novembre, anche quest’anno l’Unione dei Comuni della Romagna faentina ha promosso un ricco programma di iniziative per riaffermare che la cultura del rispetto e della parità di genere è un impegno di tutti. Decine le iniziative che si sono svolte durante il mese, eventi fondamentali con lo scopo di raggiungere e coinvolgere quante più persone possibili. Oltre alle forme di violenza fisica, allo stupro, alle molestie sessuali e allo stalking vanno aggiunte quelle psicologiche ed economiche spesso frutto della dipendenza che crea un circolo vizioso di vulnerabilità della vittima in quanto il partner maltrattante esercita potere e controllo totali favorendo la sottomissione alla violenza domestica. Gli effetti nocivi si ripercuotono sulla sua salute psico-fisica, a partire dallo stress economico, a traumi o alla trascuratezza della cura di sé. Se poi il numero dei servizi di prossimità, ovvero i consultori pian piano ridotti per mancanza di fondi anziché essere potenziati, o le liste d’attesa sono troppo lunghe, quelle donne in condizione di fragilità sono ancora più scoraggiate a curarsi e fare prevenzione. Serve allora garantire la piena realizzazione del diritto alla salute e al benessere psico-fisico secondo criteri di equità e universalità. Contrariamente alle insinuazioni di taluni, i centri antiviolenza hanno un ruolo fondamentale di aiuto alle donne e ai loro figli vittime di violenza psicologica, fisica, economica e di altro tipo, in quanto offrono servizi di ascolto, supporto psicologico, consulenza legale e ospitalità in case rifugio, per questo devono essere sostenuti con forza destinando molte più risorse anche attraverso fondi ministeriali come quello per le pari opportunità ed essere messi in continua relazione con il servizio sanitario per individuare percorsi specifici a loro riservati.
Affermazioni inaccettabili
A commento degli appuntamenti faentini, Nicola Carnicella componente e vice Presidente del consiglio territoriale di Piangipane, candidato pochi mesi fa a consigliere comunale nella Lista per Ravenna, si è espresso con toni oltraggiosi nei confronti delle donne e delle vittime di violenza. Ha sostenuto la necessità di organizzare per il 25 novembre un corteo per umiliarle “in modo che le loro lamentele abbiano un senso”. Ha inoltre sostenuto che spesso le denunce di violenza sono false e sopravvalutate col fine di assicurare un vantaggio puramente economico alle associazioni che si occupano di sostegno alle vittime. Chi esprime tali considerazioni non è adeguato a ricoprire cariche di rappresentanza nelle istituzioni!
Espressioni vergognose che, oltre ad alimentare la cultura della sopraffazione e ad istigare alla violenza di genere, dimostrano quanto ancora ci sia da fare perché venga garantito il principio fondato sul pieno rispetto dell’altro. A pochi giorni dall’accaduto che ha provocato reazioni di forte condanna da parte delle istituzioni, delle forze politiche di maggioranza e di numerose realtà del territorio, Carnicella che non ha fatto passi indietro, né espresso scuse pubbliche, si è dimesso dal ruolo di vicepresidente del Consiglio territoriale senza rinunciare però a quello di consigliere. Una decisione che non ha certo alleggerito la gravità delle sue affermazioni.
Carnicella “difende” la famiglia attaccando le donne
La vice segretaria provinciale del Partito Federica Gullotta commentando l’accaduto ha dichiarato: oltre ad esprimere lo sconcerto e l’indignazione dei socialisti davanti alle parole di Carnicella che riteniamo indegne di una persona che ricopre cariche pubbliche o che in generale ha responsabilità politiche, non possiamo non constatare quanto la violenza sia diffusa nella nostra società e quanto stia diventando un elemento ormai banale della quotidianità; basti pensare all’aumento vertiginoso dei femminicidi negli ultimi anni o a episodi di violenza in generale come il caso del ragazzo torturato a Torino durante la notte di halloween. Meraviglia che un rappresentante di una coalizione che difende il concetto di famiglia possa incitare a odio e violenza contro le donne che anche oggi ne sono la colonna portante.
Partito Socialista Italiano della Provincia di Ravenna