Violenza di genere
URGE UNA LEGGE CONTRO LA PIAGA DEL FEMMINICIDIO
di Rita Cinti Luciani*
In Italia i dati rigurdanti la violenza subìta dalle donne sono allarmanti ed evidenziano chiaramente che si tratta di un fenomeno in aumento ed è da considerarsi ormai una emergenza sociale. Questo è senza ombra di dubbio un tema che non deve essere trattato come una “questione privata” di chi la violenza la subisce, ma si tratta di un problema sociale pericoloso per tutti e deve conseguentemente essere trattato sul piani politico con impegni precisi, leggi e risorse adeguate. I numeri parlano chiaro, nel 2012 sono 124 le donne uccise in Italia, in Emilia Romagna 15; dall’inizio di questo anno le vittime sono già 14. Donne uccise da ex mariti, amanti o conviventi. In ogni caso nella stragrande maggioranza dei casi la violenza fisica o psicologica è un fenomeno che avviene tra le mura domestiche. Tutto ciò oltre a calpestare la dignità più intima, rappresenta una violazione dei diritti umani e l’assenza di leggi adeguate o il silenzio sono complici di tali violazioni. Le vittime sono donne di tutti gli strati sociali anche se quelle svantaggiate economicamente tendono ancora di più a sottacere la violenza perché generalmente non sanno”dove andare”.
Certamente insieme a queste esiste il fenomeno delle straniere sfruttate e picchiate che si prostituiscono perché non hanno alternative reali. In questi anni come Socialiste e Socialisti abbiamo più volte sollevato il tema e chiesto interventi incisivi anche dal punto di vista educativo per promuovere una cultura di genere rispettosa delle differenze e dei diritti. In realtà in Italia continua a persistere un sistema di servizi inadeguato e sporadico, spesso lasciato alla volontà delle associazioni o delle singole istituzioni . Manca un impegno legislativo nazionale che metta a sistema le Reti di servizio i Centri antiviolenza e un Osservatorio Permanente in grado di fornire analisi e dati certi. In E.R. il mondo delle Associazioni insieme alle Istituzioni ha lavorato molto, sviluppando negli anni una buona progettualità e visibilità dei Centri . Sono state messe in campo buone prassi, confronti metodologici con campagne di sensibilizzazione contro la violenza e una rete di servizi importante. Purtroppo il fenomeno registra un costante aumento anche nella nostra regione e la mancanza di risorse rischia di vanificare anni di lavoro e l’aiuto a chi ha il coraggio di denunciare e necessita di un percorso di inserimento sociale. Per tale ragione è auspicabile una legge regionale che sostenga adeguatamente un Piano di interventi in grado di dare risposte al tema e preservare la salute e l’incolumità di donne e minori a rischio. Monitoraggio dei dati in grado di poter fornire elementi utili ad elaborare interventi appropriati, rafforzare la formazione nei servizi territoriali, prevenire con progetti educativi. Un osservatorio Permanente per comprendere il valore degli interventi e i necessari cambiamenti all’interno di un quadro normativo chiaro ed efficace. Aiutare le vittime è il primo atto di responsabilità sociale da parte dei governi locali ma soprattutto da parte della politica. Gli atti di violenza nei confronti di donne e bambini rappresentano una sconfitta sociale per noi donne e uomini che crediamo negli ideali di giustizia, equità e parità. Lavoriamo insieme perché il diritto diventi certezza, lavoriamo per una legge che promuova il bene delle donne.
*della segreteria nazionale PSI – Sindaco di Codigoro (FE)
Partito Socialista Italiano della Provincia di Ravenna