UNIONI CIVILI. MEGLIO TARDI CHE MAI, MA SENZA RINUNCIARE AD UNA LEGGE GIUSTA
che non neghi diritti ai figli e alle nuove famiglie, senza distinzioni speciose
si veda anche il PuntO n. 2 di febbraio 2016 (qui per leggerlo)
Oggi, le famiglie che si formano con il matrimonio concordatario – registrato allo stato civile e celebrato con rito religioso – sono di gran lunga meno delle altre forme di rapporto di coppia che si costituiscono tra persone di sesso sesso diverso, quali i matrimoni civili e le unioni di fatto.
La legge sulle Unioni Civili non farebbe altro che riparare ad una disparità incostituzionale che sottrae a milioni di cittadini uguali diritti (e doveri) rispetto alle coppie sposate, sia con rito religioso sia civilmente.
Una riparazione doverosa anche nei confronti di migliaia di coppie dello stesso sesso, così come di tutte quelle che si formano anche solo per ragioni affettive di solidale convivenza, e non necessariamente di natura sessuale, tra persone legate o meno da vincoli di parentela; queste ultime, in genere, costituite da anziani.
Una legge attesa da decine d’anni.
E non si capisce perché, dopo una così lunga attesa, solo ad una piccola parte di tutte queste coppie, quelle omosessuali, debba essere impedita la piena parità con tutte le altre, anche relativamente alla possibilità di adottare il figlio naturale del/della partner.
La legge italiana sulle adozioni, risalente al 1983, consente infatti già tale forma di adozione alle coppie sposate e, con l’equiparazione di fatto delle Unioni Civili, la consentirà comunque anche alle unioni tra persone di sesso diverso.
Dunque, non prevederla nella legge delle Unioni Civili inibirebbe soltanto a quelle dello stesso sesso un pari diritto, per altro a favore dei figli; ci riferiamo innanzitutto a quelli che già esistono, in carne ed ossa, che rischierebbero di essere sottratti alla cura ed agli affetti noti in caso di perdita del genitore naturale.
La disumanità di una tale evenienza è evidente e fa a pugni con la stessa carità cristiana.
La foglia di fico con la quale si vorrebbe negare la possibilità di adozione è quella del rischio che essa favorisca le nascite con la pratica dell‘utero in affitto, vietato dal nostro ordinamento proprio nella legge sulle adozioni del 1983. Divieto per altro già oggi aggirato, in qualche misura, proprio dalle coppie sposate.
In ogni caso si tratterebbe di un diritto ancora una volta negato ad una minoranza della minoranza, poiché c’è da presumere che quella pratica potrebbe riguardere, semmai, soprattutto le coppie dello stesso sesso di genere maschile.
Sembra che i due partiti maggiori, Pd e Movimento 5Stelle, con i loro tatticismi, abbiano trovato il modo di affossare l’articolo 5 della legge sulle Unioni Civili – quello sulle adozioni – in discussione al Senato.
I 5 Stelle con il voltafaccia di consentire ai loro senatori di votare secondo coscienza e con il rifiuto di impedire centinaia di emendamenti della destra cattolica, molti dei quali delle vere e proprie balordaggini a fini meramente ostruzionistici, nel nome di un finto rispetto istituzionale per le prerogative parlamentari.
Il Pd acconciandosi – per tutta risposta – a porre la fiducia al governo, con un testo che escluderebbe le adozioni.
davvero un capolavoro di inettitudine politica!
Se così sarà, converrà votare contro. Probabilmente il governo non cadrà lo stesso, ma almeno si saprà quanto inaffidabili, l’uno e l’altro, siano sul tema dei diritti civili.
Del resto non sarebbe la prima volta, per i socialisti, mettere in discussione che non ci sono vincoli di maggioranza sulle questioni di libertà che non riguardano il governo, ma il parlamento.
La nostra battaglia sull’argomento potrà continuare nel paese, per porre innanzi tutto una questione di costituzionalità. Cioè se non violi l’art. 3 della costituzione (Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali) la disparità – relativamente alla materia delle adozioni – tra la quasi totalità dei cittadini e una esigua minoranza. E, ancora, su cosa sia la famiglia naturale nella lettura adeguata ai tempi della nostra carta costituzionale.
Partito Socialista Italiano della Provincia di Ravenna