telemaco pillole di agosto

PILLOLE DI AGOSTO

OGNI ANNO INVESTIMENTI PRODUTTIVI PER 1.400 MILIARDI “SORVOLANO” IL MONDO
In Italia, secondo Paese manifatturiero d’Europa, ne “atterra” soltanto lo 0,6%! Sono note le cause: carenze infrastrutturali, peso del fisco, farraginosità della burocrazia, organizzazioni criminali e corruzione, molto più che il costo del lavoro per altro stemperato dai bassi salari, ma soprattutto, l’incertezza e la lentezza della giustizia.

RENZI, NOVELLO TELEMACO, RICONOSCA IL PADRE ULISSE
Abbiamo gioito quando finalmente, meno di sei mesi fa, il Pd ha aderito al Partito Socialista Europeo (Pes/Pse), del quale il Partito Socialista Italiano è tra i fondatori nel 1992.
Renzi è riuscito là dove per anni avevano fallito gli eredi del Pci/Pds/Ds: convincere, “rottamando” tutto quello che c’era da rottamare, anche la componente Popolare del Pd a scegliere il campo socialista.
Nessuno ha rilevato che questa scelta, compiuta in tutta fretta a ridosso delle elezioni europee di maggio, ha di fatto concluso il percorso di ritorno nel campo socialista del Pci iniziato nel 1989, senza però alcun esplicito riferimento alla sua storia e alle ragioni della scissione dai socialisti nel 1921.
Sia chiaro che quella storia in Italia non è in sé disonorevole, ma essa ha coltivato una idea del socialismo democratico quanto meno caricaturale, quando non di aperta condanna e di totale avversione.
Se così non fosse dovremmo pensare che l’appropriazione, sempre più frequente da parte del Pd, dei meriti dell’azione riformatrice del Psi sia soltanto una clamorosa falsificazione storica e non il riconoscersi definitivamente in quella storia; a sinistra furono infatti quasi esclusivo merito dei socialisti il suffragio universale e il voto alle donne, la Repubblica, le grandi riforme della scuola, dell’energia elettrica e delle Regioni, lo Statuto dei lavoratori, le conquiste laiche e dei diritti civili, dal divorzio all’aborto, il progetto ormai più che trentennale di modernizzazione e riforma delle istituzioni: quest’ultima fu il frutto di un lavorio di progettazione compiuto dal Psi a cavallo tra il finire degli anni ’80 e il 1982 (conferenza di Rimini “il merito e il bisogno”).
Ora Renzi, dismessi i panni del rottamatore, si ripropone come novello Telemaco che caccia i Proci, nemici del cambiamento, dei quali l’Italia è prigioniera e circa la riforma istituzionale in discussione in Parlamento dichiara: è una riforma che la sinistra propone da 30 anni.
Dimentica però di dire che quella sinistra era soltanto quella socialista ed avversata in radice dalla parte che egli oggi rappresenta, ma soprattutto che non è esattamente quella la riforma, immaginata e proposta,  e di ben altro spessore.
Speriamo che almeno riconosca che il figlio Telemaco, senza riconoscere il padre Ulisse, nulla avrebbe potuto contro i Proci.
La sua voglia di produrre cambiamento se ne gioverebbe in termini di efficacia e di qualità.
A noi spetta di essere quell’Ulisse autonomo soggetto politico produttore di idee adeguate ai tempi, magari assieme ad altri, gelosi sì della nostra storia, ma anche capaci di camminare con la testa non soltanto rivolta all’indietro.
Questo può essere il significato di una alleanza rosso-verde, laica e socialista, civica, liberale ed europeista che, a partire dall’Emilia Romagna, ponga le basi per costruire un nuovo Ulisse, con programmi riconosciuti e riconoscibili dai cittadini.
La nuova sfida dunque è il progetto con i suoi contenuti programmatici.