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«Coraggio, Valdo, guardiamo avanti». Così Carlo Azeglio Ciampi nella prefazione del libro

Valdo Spini,  deputato socialista dal 1979 al 2008, già sottosegretario agli Esteri e Ministro all’ambiente, nel suo libro La buona politica con le  prefazioni di Carlo Azeglio Ciampi e Furio Colombo, ripercorre la sua attività, l’impegno nel Partito Socialista poi travolto dagli scandali.  Dove la buona politica va intesa secondo la lezione di Niccolò Machiavelli, quella capace di ricucire i rapporti con i cittadini, quella del moderno principe in grado di acquisire un reale consenso che gli venga dalla capacità di affrontare realmente i problemi sul tappeto, ossia di governare il Paese. E’quella che serve in tempi in cui il Palazzo evoca sporcizia e scandali.
L’autore ripercorre la storia della sua lunga militanza, iniziata nel lontano 1962. “C’ero prima e dopo Craxi”, ci tiene a precisare. E la figura del leader socialista domina invariabilmente tutto il racconto. Non poteva essere diversamente. Dal 1976 al 1993 il Psi è stato Craxi e Craxi è stato il Psi.
In quella storia Spini occupa un posto non gregario, ma di vigile coscienza critica, antesignano della moralizzazione della politica. Fu tra i primi sin dal 1985 a sottoporre le sue entrate e le sue spese a un comitato di garanti e fautore della legge sull’incandidabilità  dei condannati già dopo la sentenza di primo grado. Il libro è trapuntato di aneddoti di un mondo ormai lontano. Pertini che nell’83 gli rivela in anticipo che darà l’incarico di Presidente del Consiglio a Craxi; Berlinguer che mangia da solo nel self service di Montecitorio; il leader dei nenniani fiorentini Mariotti, che al bar ordina la spuma “perché costa meno, perché in un partito dei lavoratori occorre mostrare sobrietà”.
Il colpo di grazia sarebbe venuto da Tangentopoli, scrive Spini, ma a decretare la morte della Prima Repubblica fu il Trattato di Maastricht che provocò la fine del modello di consenso basato sull’espansione della spesa pubblica su cui allora i partiti si reggevano. E adesso, alle soglie della Terza Repubblica, è la lezione di Machiavelli a tornare d’attualità. Ma come tornare alla buona politica? Le azioni da portare avanti sono una vera lotta al malaffare, alla corruzione, il vero cancro della nostra società, il conflitto di interessi, il taglio dei costi della politica, per provare a ricucire i rapporti ormai logorati tra cittadini e classe politica.
«Coraggio, Valdo, guardiamo avanti», fu l’invito di Carlo Azeglio Ciampi, che nel 2012 scrisse la prefazione del libro.