ALLA RICERCA DELLA SINISTRA PERDUTA
un libro di Angelo Sollazzo: sintesi e commento
L’aggressione degli ultimi tempi alle conquiste della sinistra italiana sono divenute insopportabili. Così afferma Angelo Sollazzo, della Segreteria Nazionale del PSI, nel suo libro “Alla ricerca della sinistra perduta”.
Non si possono tollerare la negazione di grandi conquiste dei lavoratori e dei Partiti espressione della sinistra del nostro Paese. Dallo Statuto dei lavoratori, voluto nel 1970 dall’allora ministro del lavoro socialista Giacomo Brodolini, alla nascita nel 1968 della sanità pubblica nazionale il cui vero artefice fu il ministro socialista Luigi Mariotti, alla scolarizzazione di massa tramite la il sistema nazionale di istruzione, realizzato dall’on. socialista Tristano Codignola, ed a tante altre riforme ottenute grazie all’impegno fondamentale del PSI, per favorire le stesse opportunità anche ai ceti meno abbienti della popolazione. L’attacco non può che essere respinto ed additato alla volontà regressiva di alcune forze politiche. Certo, non si possono negare comportamenti delinquenziali nella gestione delle Regioni, della sanità e della scuola, ma ciò non può diminuire la grande portata riformista perpetrata in tali settori, grazie il sostegno fondamentale dei socialisti.
Certi nuovismi sanno di muffa e di vecchiume, altro che cambiamento, quando si difendono interessi e si tutelano i poteri forti dell’economia e della finanza Essere di sinistra ha sempre significato battersi contro la finanza speculativa e tali poteri. Essere di sinistra significa schierarsi contro ogni tipo di guerra, senza eccezioni di sorta, volere una giustizia giusta con il rispetto della persona, mentre oggi assistiamo ad una finanza che la fa da padrona, all’incremento dell’acquisto di armamenti, vedi cacciabombardieri F35 che saranno utilizzati per colpire e non certo per difendere e ad un giustizialismo che impera, negando ogni tipo di civiltà giuridica. Tutto ciò con la sinistra non ha niente a che vedere.
In un Paese con tre milioni di disoccupati, con il 43% dei giovani senza lavoro, con i consumi che calano, con otto milioni di poveri, con pensioni da fame, la sinistra ha il dovere di riprendere la propria battaglia per la tutela dei ceti deboli e per la difesa dei diritti dei lavoratori. Proporre una vera patrimoniale che colpisca le grandi ricchezze e le rendite parassitarie, non il reddito, far pagare in modo serio le tasse anche al Vaticano, ridurre al minimo le spese militari e le missioni all’estero, ridiscutere gli accordi con l’Europa, lottare contro la burocrazia improduttiva ed eliminare gli sprechi, sono queste le grandi battaglie della sinistra italiana.
Diversamente saremo sempre alla ricerca della sinistra perduta.
Partito Socialista Italiano della Provincia di Ravenna