socialisti in parlamento

I socialisti in parlamento
IL PROGETTO DI LEGGE PRESENTATO DAL PSI PER TAGLIARE MAXI STIPENDI E PENSIONI D’ORO
(9 maggio 2013)
Dall’ultimo rapporto ISTAT, elaborato in collaborazione con l’INPS, emerge che nel 2011 più di un pensionato su otto ha percepito meno di 500 euro al mese e che quasi la metà dei pensionati, circa 7,4 milioni, il 44,1% del totale, ha ricevuto redditi da pensione per un importo inferiore a 1.000 euro. In Italia vi sono, però, alti rappresentanti dello Stato che hanno stipendi e indennità a sei zeri e pensioni a quattro zeri. In un momento di straordinaria fragilità per l’Italia come questo, quando si chiedono sacrifici agli italiani, i primi che devono farli sono quelli che li richiedono. Quindi la politica, che deve farsi carico delle proprie responsabilità, e le fasce più alte tra i pubblici dipendenti. I risparmi andranno a beneficio delle famiglie con reddito medio-basso, con la riduzione della pressione fiscale, e delle piccole e medie imprese. E’ un atto di giustizia sociale. Per questo i parlamentari socialisti hanno presentato una proposta di legge per ridurre drasticamente pensioni, retribuzioni e liquidazioni ‘d’oro’ dei grand commis di Stato, dei dipendenti degli Organi costituzionali, della Banca d’Italia e degli alti magistrati. Il Ddl del Psi fissa a 200.000 euro lordi annui il tetto massimo degli stipendi dei dipendi della P.A., della Banca d’Italia, degli organi costituzionali, dei magistrati e dirigenti delle aziende con capitale azionario partecipato dallo Stato ai quali si fa divieto anche di stock options,  fringe benefit, e auto di servizio. Il Ddl non prevede la possibilità di cumulare redditi di altra natura a chi percepisce pensioni oltre i 75.000 euro l’anno, obbliga a scegliere tra rendita pensionistica e  vitalizi. Alle stesse non si applica la rivalutazione automatica annuale. Alle pensioni superiori a 100.000 Euro l’anno si applica il blocco della quota eccedente fino al 70° anno di età.