AMMINISTRATIVE 2016. LETTERA AL DIRETTORE DI CARLINO/RAVENNA
CHI INSISTE A QUALIFICARE RAVENNA IN COMUNE COME LISTA DI SINISTRA-SINISTRA NASCONDE UN MALCELATO PREGIUDIZIO VERSO L’UNICA VERA ALTERNATIVA AL SISTEMA PD
• Ci sembra davvero ingiusto mettere anche RAVENNA IN COMUNE nel mazzo delle opposizioni colpevolmente responsabili di non sapere esprimere una vera alternativa al Pd, a causa dei loro comportamenti sgangherati, delle loro furibonde divisioni, della loro manifesta irrilevanza per l’incapacità di allearsi.
• Cos’altro è RAVENNA IN COMUNE se non l’espressione di una alleanza, favorita dalla buona volontà di molti al di là e al di sopra delle convenienze di bottega, che forse pochi si sarebbero aspettati?
• Il motivo esplicito con il quale si ricomprende RAVENNA IN COMUNE nei “vizi” delle altre opposizioni è quello che coloro che la promuovono hanno sempre sostenuto, anche nel recente passato, le coalizioni di maggioranza con il Pd.
• Ma come altro sarebbe potuto succedere che quella (coalizione di) maggioranza non fosse più tale, se nessuno la avesse abbandonata in quanto insoddisfacente?
• Come è noto, non tutti hanno seguito, nella scelta, il loro partito di provenienza, ma ciò è accaduto già prima della costituzione di RAVENNA IN COMUNE e non ne turba, né ha turbato il progetto.
• È infatti da quando è nata, cioè dall’inizio dell’estate, che RAVENNA IN COMUNE procede senza scossoni e contrasti interni, a partire dalla scelta tempestiva, sostenuta per altro da un entusiastico consenso, della propria candidata a sindaco, Raffaella Sutter, una personalità nota per la sue affidabilità e qualità.
• È inevitabile sospettare che l’insistenza con la quale si continua a qualificare RAVENNA IN COMUNE come lista di sinistra-sinistra (non che ci sia da vergognarsene, anzi) sottintenda un motivo non esplicito per accomunarla alle altre opposizioni “inutili”.
• Sarebbe così se davvero RAVENNA IN COMUNE fosse soltanto questo e non rappresentasse, invece, tutti coloro che avrebbero voluto per Ravenna un centro sinistra riconoscibile come tale e che avesse, quindi, anche una componente di sinistra. Una sinistra che non può certo essere quella di taluna delle liste “civetta” che fanno corona al Pd. Ma RAVENNA IN COMUNE ha nulla o poco a che vedere con progetti nazionali che – a sinistra – seguono percorsi che non riguardano tutti gli aderenti alla Lista.
• Del resto RAVENNA IN COMUNE è davvero una Lista civica, sostenuta non soltanto da partiti e movimenti politici, ma anche da singoli cittadini chiamati a partecipare pienamente alla costruzione di un progetto di cittadinanza attiva.
• Insomma, una sinistra al passo coi tempi, che torna a mettere in valore la partecipazione senza che questa neghi la politica e i partiti, ma piuttosto riconduca l’una e gli altri alla loro funzione costituzionale, secondo la quale le scelte politiche sono in capo ai cittadini che liberamente si associano in partiti per concorrere a determinarle con metodo democratico.
• Diciamolo, altro che sinistra-sinistra, se per questa si intendono un ristretto ambito ideologico ed una concezione sovrastrutturale del partito politico, ma più semplicemente sinistra, in quanto rispettosa delle prerogative democratiche delle cittadine e dei cittadini.
• Sembrerà un tornare all’antico, ma in questi ultimi lustri ce ne siamo così allontanati, che ripristinare quei principi servirà a farci vivere una nuova stagione di cambiamento lungo un percorso da esplorare con l’entusiasmo di chi riscopre vecchi sapori, ma non tralascia di condirli con lo spirito dei tempi.
Partito Socialista Italiano della Provincia di Ravenna