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VOTA SI AL REFERENDUM DEL 17 APRILE
PER FERMARE LE TRIVELLE ALLO SCADERE DELLE CONCESSIONI
le ragioni per il si di Raffaella SUTTER

               

La dichiarazione della Corte Costituzionale in cui si è ammessa la richiesta di sottoporre a referendum la durata delle esplorazioni e trivellazioni dei giacimenti già concessi, rappresenta un importante successo per chi ha a cuore la difesa dell’ambiente e del bene pubblico. Questo è uno dei sei quesiti referendari, promossi da nove Regioni, tra cui non compare l’Emilia Romagna, in tema di trivellazioni e  ricerche di idrocarburi in mare. Tale posizione  ha smosso le reazioni del mondo politico  e imprenditoriale del nostro territorio in cui le attività offshore rappresentano un comparto importante con migliaia di posti di lavoro tra addetti e indotto. Il referendum abrogativo del 17 aprile verte  sulla durata dei titoli per sfruttare i giacimenti lì dove le autorizzazioni siano già state rilasciate, un termine che la norma collega alla «durata della vita utile del giacimento». Sarebbe sbagliato, dannoso e irresponsabile pensare di chiudere tutto dall’oggi al domani, il  punto è un altro e riguarda la improcrastinabile necessità di cambiare le politiche energetiche del nostro Paese.

Raffaella SUTTER, candidata sindaco per la lista Ravenna in Comune, è intervenuta sul tema: «Non comprendiamo i timori espressi dalle forze di governo ravennati, che in diverse occasioni hanno sottolineato come il referendum in questione possa arrecare danni all’economia locale. In questi casi l’espressione della volontà popolare è sempre un valido indicatore per capire le tensioni che animano la società, migliorando le capacità di amministrare un territorio. Non condivido l’impostazione che si sta delineando sul tema occupazionale. Il tema della salvaguardia dei posti di lavoro è strumentale: il settore è già in crisi indipendentemente dall’esito referendario. Siamo stanchi di dati variabili, soprattutto per una situazione delicata che riguarda temi trasversali come la difesa dell’ambiente, del lavoro e della salute pubblica. Non è credibile che la questione dei posti di lavoro venga utilizzata come ricatto in determinati settori e che sia completamente tralasciata in altri. Vogliamo che il dibattito sulle trivellazioni mantenga un approccio più ampio e dignitoso, in grado di far dialogare tutti gli importanti aspetti che contiene. Le trivellazioni sono incompatibili  con la tutela dell’ambiente e il turismo. L’impatto sulla subsidenza è più che  evidente su Lido di Dante  e Lido Adriano. Voterò SI al referendum perché non è un referendum trivelle zero, tappa finale di una riconversione. Lasciare che i titoli di sfruttamento scadano secondo i programmi autorizzati non taglia posti di lavoro, ma consente di avviare la riconversione della filiera oli&gas. Prolungarli alla vita del giacimento è incongruente con la strategia energetica nazionale centrata sull’impiego di energie pulite a scapito dei fossili.