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RAVENNA COMUNALI 2016. CARTE FALSE

Che in via della Lirica – sede ravennate del Pd – si faccia di tutto per truccare la partita delle comunali di primavera è lampante. Chiamano a raccolta tutti quelli che non possono dirgli di no: l’industriale Poggiali, gli anziani di Perini e, ora, politici e intellettuali che invocano l’unità del centro sinistra, con l’intento, tutti costoro, di presentare altrettante liste “civetta” per donare sangue al Pd. Manca solo la lista dei giovani ma, statene certi, faranno anche quella.
Che Perini e Poggiali si mettano sugli attenti non ci preoccupa.
Né ci preoccupa che ancora una volta il Pri si accomodi a tavola, per “postaccetti, postacci e postaccioni”, come già scriveva di loro “Stecchetti” nei suoi sonetti romagnoli del secolo scorso. Strumentale ad alzare il prezzo la loro agostana contrarietà ad una candidatura a sindaco tutta costruita in casa Pd ma, ottenuto il prezzo, immediata la preferenza per l’indicazione di De Pascale, questa sì frutto dell’arroccamento del Pd e, in quanto tale, garante di una mediocre continuità.
Vorremmo invece rivolgerci nel modo più serio possibile ai firmatari dell’appello per l’unità del centro sinistra, perché crediamo che molti di loro non potranno non convenire con noi che non è così che si serve la causa di  una unità che ripristini le buone pratiche di governo locale delle quali la sinistra e il centro sinistra sono state le artefici in un passato non troppo lontano.
La scommessa di RAVENNA IN COMUNE è infatti quella di riportare al governo della città un metodo ed una progettualità che, nel tempo, si sono rinsecchite sull’altare di inefficienze, opacità e commistioni di interessi.
Non si tratta semplicemente di un giudizio politico generale  sul Pd e sul suo tasso di appartenenza o meno alla sinistra, ma di una valutazione nel merito per come ha governato e intende continuare a governare Ravenna. Un esempio? Le delibere di fine mandato con le quali questa amministrazione vincola, negli appalti dei servizi e in campo urbanistico, l’azione del comune per i prossimi anni, in contraddizione con quanto i candidati affermano di voler fare in futuro su quelle stesse materie.
Ci rivolgiamo perciò ai firmatari di quell’appello e alla sinistra del Pd per un confronto senza pregiudizi, che riporti la sinistra ad essere il traino di un vero centro sinistra e non la succursale.