pse elezioni 2014

Socialisti in Italia come in Europa
PSE: APPROVATO A SOFIA IL PROGRAMMA PER LE ELEZIONI EUROPEE DEL 2014

Il 22 giugno  scorso  a Sofia si è svolto  il Consiglio generale del Partito Socialista Europeo che  ha approvato il Programma Fondamentale dei Socialisti Europei – risultato di una consultazione aperta ai contributi dei partiti membri-dando l’avvio alla fase preparatoria per le elezioni europee  che si terranno nel 2014. Oltre ad una delegazione del Partito Socialista Italiano, erano presenti  Martin Schulz, presidente del Parlamento Europeo, il presidente del Partito Socialista Europeo (PSE), il leader spagnolo del Psoe e il capogruppo socialista al Parlamento Europeo.
Il documento, che contiene un forte richiamo ai valori comuni e condivisi dai socialisti europei incentrati sulla democrazia, l’uguaglianza e la solidarietà, propone un programma che evidenzia principalmente  i temi di una nuova politica economica, un nuovo patto sociale, un’Unione Europea che metta al centro la solidarietà e soprattutto propone un’alternativa progressista per l’Europa. I principali punti in discussione  sui quali il Pse ha presentato concrete proposte sono lo sviluppo di una politica industriale europea e un deciso e rapido avvio di un programma di occupazione giovanile.
I Socialisti Europei chiedono infatti un forte cambiamento delle politiche economiche dell’Europa e invocano  l’ “addomesticamento” della finanza per un ritorno all’economia reale, al lavoro e alla  crescita.
I Socialisti Europei propongono, insomma, un’Europa che sposti il centro delle sue attenzioni sulle reali esigenze dei cittadini a   garanzia di un’efficiente istruzione fruibile da tutti, ad  un mondo del lavoro che tenga conto delle nuove   professioni e  tuteli i lavoratori, mantenendo intatte le conquiste fatte, la garanzia dei servizi sanitari, sociali e dei  beni pubblici.
Ai criteri europei per i bilanci pubblici, gli Eurosocialisti vogliono affiancare i “criteri sociali minimi”, perchè l’Europa sia percepita dai cittadini come la garante del benessere sociale e civile e non solo dell’austerità.
Perché ciò avvenga, occorre un ‘alternativa politica, che convinca gli elettori che il richiamo all’Europa e alle regole europee può avere contenuti molto diversi a seconda di chi la governa e, un’Europa a guida socialista, sarebbe senz’altro diversa dalla Unione Europea governata, di fatto, solo dalla Germania di Angela Merkel.