Piazza kennedy
LA NUOVA PIAZZA. E I NUOVI PARCHEGGI?
(7 maggio 2013)
di Giacomo La Commare*
Già alcuni mesi fa ci trovammo a dibattere sull’opportunità dell’eliminazione dei parcheggi da Piazza Kennedy, condividendo le scelte dell’amministrazione di trasformare lo spazio pubblico in questione, da parcheggio a spazio fruibile al cittadino. In quell’occasione mostrammo però perplessità sulla qualità del progetto e contemporaneamente evidenziammo la primaria necessità del contestuale reperimento di posti auto, nelle immediate vicinanze, sostitutivi di quelli eliminati. Nonostante l’impegno che la giunta ha assunto, ci spiace oggi constatare che poco o nulla è cambiato e ci spiace ancor di più che l’amministrazione tenti una fuga in avanti, con l’approvazione di delibere e con la comunicazione di scadenze a breve, per l’appalto dei lavori di riqualificazione; una fuga solitaria che, così posta, senza il reperimento dei parcheggi alternativi, diverrà elemento di scontro con i commercianti della zona e una buona parte dei cittadini. Torniamo a suggerire, a tal proposito, che il reperimento dei parcheggi che andranno persi, può avvenire attraverso il potenziamento di quelli in Piazza Baracca e di via Fiume Abbandonato, mediante una sopraelevazione, con struttura metallica leggera di un piano fuori terra di facile realizzazione: si raddoppierebbero così gli attuali posti auto, recuperando facilmente i 140 eliminati. Volendo poi inquadrare tale problema su scala cittadina, è di primaria importanza il potenziamento del trasporto pubblico con l’integrazione del parco bus di van più piccoli, ecologici e più idonei a transitare per le vie del centro storico. Ribadiamo quindi, ancora una volta, che il problema di Piazza Kennedy è da inquadrare all’interno di una visione generale di quello che si vorrà per il futuro della nostra città. La lettura del tessuto urbano come un insieme puntiforme di “ toppe “, da porre qua e là, assemblate a forza, è figlia di una politica con il fiato corto, senza lunga prospettiva; figlia di un piano urbanistico che più che programmare ingessa e cristallizza la città. Tutto questo ha poco a che vedere con la mancanza di fondi economici a disposizione. Entrando nel merito del progetto, così come presentato nella sua ultima versione, concordiamo con il recupero dei segni storici e con la volontà di farne luogo per una nuova e ritrovata socializzazione. Volendo però essere maggiormente propositivi, sarebbe opportuno, magari con strutture leggere , sostituire gli stucchevoli e socialmente inutili portali, così da realizzare un volume fruibile più ampio nel quale inserire spazi espositivi anche per i prodotti in vendita nei negozi del centro; una sorta di spazio pubblicitario, di front office a parziale “risarcimento“ per quelle attività che ne volessero usufruire. In un momento di crisi economica, come quello che stiamo attraversando, che si ripercuote fortemente anche sul tessuto sociale della nostra comunità, tutti insieme dobbiamo trovare la forza, la voglia ed il coraggio di leggere e individuare la giusta soluzione, anche se difficile. Per questo, ci rendiamo immediatamente disponibili ad un serio confronto tra le associazioni di categoria del commercio, i cittadini e l’amministrazione comunale, onde pervenire ad una soluzione che faccia di questo importante progetto per la città tutta, un momento di unificazione civica; occasione da non perdere, elemento di orgoglio cittadino e non l’ennesimo campo per una miope disputa economica, politica e sociale.
* segretario comunale PSI Ravenna
Partito Socialista Italiano della Provincia di Ravenna