dal n. 9 di settembre 2015 de il puntO
contiene inoltre: come è andata la festa nazionale dell’Avanti!, Corbyn segretario dei Laburisti inglesi, profughi e migranti, il 70% degli italiani analfabeti funzionali, la nuova geografia delle mafie italiane (leggilo tutto)
AMMINISTRATIVE 2016: I SOCIALISTI PER LA LISTA RAVENNA in COMUNE
Un impegno verso la comunità per un progetto di futuro e di buon governo della città
Ci sono antichi vizi della sinistra italiana, o almeno di una parte di essa, duri a morire.
Alcuni sono di ordine ideologico, come quello di esaltare una presunta “superiorità” della democrazia assembleare, quasi non si riconoscesse che la democrazia – delegata o diretta che sia – o è rappresentativa o non è e che l’assemblearismo è spesso integralista e quindi assolutamente minoritario, oppure demagogicamente manipolabile. Un po’ come se non si desse ancora per acquisito che esiste una sola forma di democrazia politica, quella liberale – delle libertà e dei diritti individuali e collettivi, della rappresentanza sociale degli interessi, della separazione e dell’equilibrio tra i poteri istituzionali e dello Stato di diritto – invece di esserne, proprio come sinistra, i paladini più autentici.
Altri sono di ordine politico, quali quelli di cercare nemici nel proprio campo, per dividersi all’infinito, ovvero di trovare la propria ragion d’essere nell’accanimento contro qualcuno o qualcosa, invece di convincere – in positivo – per il proprio progetto di governo e per la capacità di intessere le alleanze necessarie a non restare perennemente minoritari.
A livello locale, leggere con queste lenti la necessità di cambiare verso al governo della città, contro un Pd ormai sostanzialmente di regime, non significa disconoscere anche i suoi meriti – certo ormai lontani – nel buon governo della città, ma sfidarlo senza demonizzarlo.
Questo è, per noi socialisti, la Lista RAVENNA in COMUNE: non un laboratorio politico nazionale, poiché in tutto quello che lì si muove albergano tuttora molti di quei vizi che potrebbero indurre, localmente, ad una visione troppo strabica dei rapporti con il Pd da un lato e, dall’altro, con quelle forze che vorrebbero riportare Ravenna ad un lontano passato. Cioè, ad ancor prima che – a partire dalle giunte di sinistra guidate per un decennio da un sindaco socialista – Ravenna avesse un progetto compiuto, un programma e un metodo di governo che la fecero “rinascere” e prosperare. In altri termini, RAVENNA in COMUNE, fatti salvi i contenuti programmatici, non ha bisogno di dimostrare di essere orientata a sinistra, ma semmai e al contrario, dimostrarsi capace di rivolgersi ad altri pezzi della comunità – il non voto, i giovani lontani dalla politica e gli orfani di “vecchie bandiere” – a quanti, in definitiva, vogliono e possono desiderare di cambiare il governo della città secondo un progetto di futuro, un programma amministrativo ed una compagine di governo locale comuni.
La Lista, dunque, non può e non deve essere letta come se fosse l’espressione di una parte del nostro “raggruppamento”, rischiando per altro così di riproporsi come un coacervo di sinistra massimalista da anni ’70, che non ci porterebbe da nessuna parte. Lasciamo perciò che siano le singole associazioni, movimenti e partiti che ne sono parte a rivolgersi, ognuno con la propria identità politica, all’elettorato di riferimento, con manifestazioni di sostegno.
Come Socialisti crediamo di potervi concorrere assieme a Verdi e Radicali a noi affini per quella cultura politica riformista-ambientalista-laica che molto ci accomuna e meglio di altri possiamo rappresentare.
Partito Socialista Italiano della Provincia di Ravenna