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CELEBRARE ETTORE MUTI: UNO SFREGIO

Il 25 agosto ricorre il 71° anniversario dell’eccidio nazifascista del Ponte dei Martiri per rendere omaggio ai 12 partigiani uccisi in una delle azioni più feroci e brutali compiute a Ravenna, che pagarono con la vita la loro fedeltà alla patria e alla libertà. La nostra comunità che trent’anni fa rese loro omaggio con un monumento in ricordo della ferocia di cui si resero protagoniste le Brigate nere, non può tollerare che anche quest’anno si celebri al cimitero di Ravenna la morte del gerarca fascista Ettore Muti.
I socialisti invitano la cittadinanza a sottoscrivere la petizione al Prefetto e al Sindaco di Ravenna per impedire tale inopportuna celebrazione.

FIRMA LA PETIZIONE INVIATA AL PREFETTO E AL SINDACO
CONTRO LE CELEBRAZIONI DEL GERARCA FASCISTA ETTORE MUTI DI DOMENICA 23 AGOSTO

PER ADERIRE VAI A CONTATTI (BARRA ROSSA IN ALTO) E SCRIVI: NOME ED EMAIL, OGGETTO DEL MESSAGGIO “PETIZIONE CONTRO ETTORE MUTI”, INSERISCI IL MESSAGGIO “IO FIRMO”; INFINE INV
IA MAIL

Al Sig. Prefetto di Ravenna ed al Sindaco di Ravenna:
Fate rispettare i Principi Costituzionali, le leggi ed i regolamenti al Cimitero di Ravenna

Da molti, troppi anni nell’ultima domenica d’agosto, al cimitero di Ravenna -Città Medaglia d’Oro al Valor Militare della Resistenza- si tiene un raduno in memoria dell’ex gerarca fascista Ettore Muti che fu anche segretario del Partito Nazionale Fascista nel tempo dell’entrata in guerra dell’Italia. Troppo spesso quel raduno è divenuto occasione per proclami, orazioni dai contenuti propri o prossimi a quelli di matrice fascista ed anche di carattere espressamente razzista e discriminatorio (che hanno purtroppo visto coinvolto, alcune volte, personale religioso), nonché occasione per l’esposizione di stendardi o labari o bandiere e l’ostentazione di saluti romani, fez, camice nere sempre riportate dalla stampa locale, nei blog e nei siti della destra.
Risulta chiaro che le norme della legge n.645 del 20\06\’52 (Legge Scelba), rinforzata ed ampliata dalla Legge 205/’93 (Legge Mancino) puniscono tra l’altro chiunque esalta pubblicamente esponenti, principi, fatti e metodi del fascismo; puniscono chiunque con parole, gesti o qualunque altro modo compie manifestazioni usuali al disciolto Partito Fascista; risulta chiaro inoltre che tali leggi sono state ripetutamente confermate dalla Corte Costituzionale! Or dunque questo accadimento di fatto s’appalesa come una solenne commemorazione di un notissimo esponente del fascismo italiano ed è anche occasione di gesti ed atteggiamenti usuali al disciolto Partito Fascista nonché contiene la reiterazione negli anni e con la pubblicizzazione tramite i mass-media comprende la trasmissione all’opinione pubblica di intenti proseliti ed organizzativi. A proposito si citano le sentenze di conferma delle condanne di fatti simili emesse dalla Corte di Cassazione n. 415/’14 del 25 Marzo 2014 e n. 235/09 del 7 Giugno 2009.  Orbene il Camposanto appartiene a tutti ed è sacro, deve essere il solo luogo del raccoglimento e della preghiera per tutti! Si tratta di un bene del Demanio Comunale e perciò è sotto tutela dell’Autorità Amministrativa anche per illecita occupazione e abusiva utilizzazione. Non è affatto un luogo per manifestazioni di alcun genere e meno che meno di questo genere che oltre ad infrangere la norma turbano eccome la sensibilità delle persone realmente democratiche e di una pluralità di coloro che hanno propri cari e care colà sepolti, soprattutto:
-quelli e quelle che si batterono e caddero in battaglia e per le varie, note forme di martirio, contro quei simboli, contro quell’ideologia, quel regime;
-quelli e quelle che perirono in vario modo per causa della guerra imposta da quella dittatura e ne sopportarono le conseguenze.
Ci sono poi quelli che provenienti da altri Stati caddero qui per concorrere a sconfiggerla unitamente all’invasore nazista tedesco ed a riportare la libertà e la democrazia in Italia.
Tali insopportabili esibizioni turbano viepiù il rispetto del loro sacrificio e della loro sofferenza.
Non si tratta quindi di vigilare su questo accadimento, si tratta più semplicemente di dire nettamente basta e di fermare tale pratica a partire dalla solennità di essa con i più adeguati provvedimenti di cui dispongono le autorità pubbliche perché irriguardosa dei Principi Costituzionali e trasgressiva di norme di Legge e Regolamentari ecc..ecc… Si spera e si chiede chiaramente che ciò accada da subito ai sensi del dettato costituzionale e di quanto esso rappresenta per il futuro dell’Italia. In questo contesto s’esprime pieno apprezzamento per la recente interrogazione al Ministro degli Interni con la quale i tre deputati ravennati hanno chiesto un suo intervento a tal proposito accogliendo queste nostre richieste.