LA GRECIA E IL MEDITERRANEO CHIAMANO L’EUROPA
I socialisti europei abbandonino ogni timidezza per tornare ad essere sé stessi
(ampiamente tratto, ma liberamente riformulato nell’ultimo capoverso, da un articolo di Claudio Martelli
pubblicato, con il titolo “Un nuovo contratto”, sul Quotidiano Nazionale: Carlino, Giorno, Nazione)
I GRECI non hanno inventato solo la democrazia, purtroppo hanno inventato anche la demagogia. Le hanno sperimentate entrambe e le hanno esportate, in Europa e nel mondo, raramente con le armi, più spesso con la mite violenza della ragione. Per questo, non per caso, i più grandi filosofi dell’antichità, Platone e Aristotele, divennero critici implacabili della demagogia democratica. Cioè del dominio di chi, approfittando della democrazia e dei suoi metodi, anziché impegnarsi a dire verità scomode, difficili da accettare, conquista il favore del popolo suggestionandolo e manipolandolo con falsità e vane promesse. In buona sostanza questo è anche il profilo dei populisti di oggi. Che siano di destra o di sinistra conta meno quando sono in gioco interessi nazionali e sociali.
I DEBITI non si possono tagliare, non si possono ingannare milioni di risparmiatori, ma non si può nemmeno continuare a taglieggiare popoli e a spodestare nazioni. Le radici della rivolta stanno qui, la rivolta è nelle cose. Ora l’entusiasmo gonfia le vele della protesta: oggi in Grecia, domani in Spagna. In Italia anche prima promettono Grillo, Salvini e i talk show esultano! E domani? Quanta ricchezza sarebbero capaci di distruggere mentre imparano a governare? Meno di quella che c’è costata la crisi finanziaria sarebbe comunque troppo.
PALATONE elaborò l’utopia di una Repubblica che tutto possiede e controlla sotto la guida di filosofi guardiani. Esperienza replicata più volte, e sempre tragicamente.
ARISTOTELE, col suo realismo, argomentò invece per un equilibrio tra aristocrazia (governo dei migliori) e democrazia (governo del popolo).
I ROMANI fecero altrettanto instaurando una repubblica fondata sul con-dominio e il compromesso tra potenti e popolo, Senatus Populusque romanus (Senato e Popolo romano).
LE MODERNE LIBERAL DEMOCRAZIE hanno costruito architetture ben più complesse e sofisticate ma pur sempre ispirate a un’analoga esigenza di equilibrio tra la volontà popolare e i principi che ne arginano lo strapotere: dalle libertà economiche alla solidarietà sociale alle regole di uno stato di diritto. La democrazia non è solo votare, altrimenti i tre milioni di greci che hanno votato no verrebbero surclassati dal sì di quaranta milioni di tedeschi. Democrazia è uno spazio pubblico e libero di discussione.
I SOCIALISTI, se non lo fa il Governo, prendano dunque l’iniziativa di chiedere una sessione del Parlamento italiano dedicata alla riforma dell’Unione Europea e a un nuovo contratto tra i suoi membri e i socialisti europei – scomparsi dai radar – facciano altrettanto a Bruxelles, assumendo decisamente la guida del movimento federalista europeo, in opposizione alla destra conservatrice, com’è compito loro.
Partito Socialista Italiano della Provincia di Ravenna