Liverani

 ENRICO LIVERANI. UNA MORTE INGIUSTA. UN DOLORE VERO

L’improvvisa scomparsa di Enrico Liverani ha addolorato tutti, naturalmente con un diverso grado di intima sofferenza per parenti, amici, conoscenti, colleghi e compagni di partito e, infine, cittadini, di fronte a una morte ingiusta, a quella ancor giovane età e in quel modo così inatteso. Liverani era sicuramente persona squisita e capace, troppo giovane per lasciarci e meritevole di un cordoglio vero.
Sui diritti  ci ha messo la faccia, annunciando ad esempio di essere pronto a trascrivere i matrimoni tra persone dello stesso sesso contratti all’estero. Era una cosa in cui credeva davvero, credeva nella libertà, nel diritto di vivere la propria vita. Così come quando ha detto “Io sto dalla parte di chi ha un diritto in meno degli altri”.
Ha avuto l’onestà di tirare fuori il problema, sapendo benissimo che ci sarebbe stata una alzata di scudi, ma non ha avuto paura di sollevare polemiche perché diceva di voler cambiare questa città e la vita di chi ci vive: un progetto di discontinuità. E nulla può giustificare i commenti e le reazioni scomposte, sgradevoli e disumane, che tal volta si sono lette sui social, nei confronti delle modalità con le quali si è voluta onorare la sua memoria.