IL DIRETTIVO DEL PARTITO SOCIALISTA DI RAVENNA SU LAVORO, SVILUPPO E OCCUPAZIONE
Tutelare i diritti dei lavoratori e tracciare nuove vie per progettare crescita e sviluppo
(30 settembre 2014
Il Partito Socialista ravennate, ritenendo il lavoro uno strumento strettamente legato alla dignità della persona ed alla sua libertà, è stato, sta e sempre sarà dalla parte dei lavoratori precari e non e dei disoccupati. Non possiamo assistere inermi all’avanzare di un sistema economico che vuole mettere gli uni contro gli altri. Ci preme invece porre attenzione critica sull’incapacità dei governi e del sistema politico in generale di costruire e progettare un serio e ampio programma economico condiviso che tenga conto delle disomogeneità del territorio nazionale e che sia guida ed indirizzo alla impalcatura economica del nostro Paese che è agricola, artigianale ed industriale.
La crisi economica e sociale ha spazzato via in un sol colpo quella rete di piccola e media impresa che doveva essere un modello da esportare: la spina dorsale della nostra economia.
Le istituzioni a tutti i livelli sono state ingabbiate dalle esigenze imposte dal mercato bancario europeo ed internazionale e chi ci ha governato non ha saputo sostenere, attraverso canali di finanziamenti pubblici o privati, le imprese italiane. Imprese che, grandi o piccole che fossero, si sono trovate impreparate e deboli dinanzi alle scommesse del mercato libero e della globalizzazione, anche per scarsa propensione alla ricerca e all’investimento e non può essere certo il lavoratore a dovere reinventare la missione economica o l’organizzazione dell’azienda per cui lavora. E’ evidente che la ripresa economica non dipende dalle garanzie che i lavoratori chiedono a buon diritto relativamente alla sicurezza, alla certezza e durata nel tempo del lavoro, anche se dopo più di 40 anni il mondo del lavoro è cambiato e una revisione della legislazione é sicuramente necessaria. Tale ripresa dipende innanzitutto dalla capacità del governo di indirizzare l’ economia e le imprese verso l’innovazione e settori produttivi sostenibili ed utili al Paese, seguendo un’ attenta programmazione economica affiancata da un serio e realizzabile progetto energetico, supportata da una ferma lotta all’evasione, da uno stop definitivo alla fuga di capitali all’estero e dalla messa a punto di strumenti efficaci per avversare il lavoro nero.
Riteniamo sia utile e necessario far giungere tale posizione anche dal basso, attraverso il canale della politica quale strumento di democrazia a chi, nei prossimi giorni, e tra questi i nostri parlamentari, si troverà a decidere su come il Paese dovrà affrontare la questione lavoro.
Su queste problematiche, lontani da posizioni polemiche, dogmatiche e conservatrici, ma fermi nella convinta necessità di dover difendere i diritti dei lavoratori, siamo a sollecitare confronti ed adottare iniziative locali e nazionali con partiti, sindacati, rappresentanze del mondo datoriale associazioni, lavoratori e disoccupati. Un confronto incentrato su azioni che mirino a proteggere gli attuali strumenti legislativi a salvaguardia dei posti di lavoro esistenti, e contemporaneamente a rivendicare strumenti di protezione per il mondo delle partite iva e la giungla del lavoro precario. Tutto questo però servirebbe a ben poco se non si aprisse una seria e profonda discussione su possibili nuove vie da tracciare per lo sviluppo, la crescita di nuove imprese e la creazione di nuova occupazione e senza una nuova stagione di politiche attive del lavoro che sostenga le iniziative imprenditoriali indipendenti (start up), valutandole in base alla solidità della proposta e alle competenze.
Partito Socialista Italiano della Provincia di Ravenna