istambul

Il 28 maggio scorso, approvata alla unanimità dalla Camera
LA CONVENZIONE DI ISTAMBUL SULLA LOTTA CONTRO LA VIOLENZA ALLE DONNE
Ecco i punti principali : La violenza psicologica, fisica o economica contro le donne vìola i diritti umani; per combatterla occorre promuovere, con leggi e sanzioni, la parità uomo e donna, cambiando ruoli di genere e stereotipi che rendono “accettabile” la violenza. Formare chi assiste le vittime: sanitari, forze dell’ordine, giudici. Garantire la sicurezza delle donne che subiscono violenze istituendo numeri d’emergenza, case rifugio e centri anti-violenza. Monitorare i delitti di genere creando banche dati specifiche. Punire adeguatamente i colpevoli e risarcire le vittime.
Sono in tutto 81 articoli che però, per essere vincolanti, devono essere ratificati da almeno dieci Stati, l’Italia per ora è il quinto.

PIA LOCATELLI: UNA  CONVENZIONE PER DIRE STOP ALL’ORRORE
La deputata socialista Pia Locatelli, presidente onoraria dell’Internazionale socialista donne, ha presentato la sua mozione , sottolineando l’importanza del “concetto di genere”, che una nota del Governo allegata alla Convenzione di Istambul definisce un concetto non presente nell’ordinamento giuridico italiano.
” Se concordiamo che le cause della violenza contro le donne sono radicate nelle relazioni di potere storicamente ineguali tra uomini e donne e sul pregiudizio culturale della superiorità del maschio nei confronti della femmina, non possiamo espellere il “concetto di genere” dal nostro ragionamento, al contrario dobbiamo farvi ricorso per onore di chiarezza. La ratifica della Convenzione d’ Istanbul, rappresenta un primo importante passo avanti, ma dobbiamo evitare che questo atto si riduca a pura operazione di immagine: tale sarebbe se si lasciasse immutata la legislazione vigente. Il sistema di contrasto alla violenza di genere in Italia presenta significative criticità: l’assenza di un quadro legislativo nazionale; la mancanza di una politica organica di riferimento e di sostegno finanziario; il mancato recepimento di importanti strumenti normativi che ci vengono dall’Unione Europea, quattro direttive indispensabili per dare compimento a quanto prevede la strategia delineata dalla Convenzione di Istambul. Chiediamo quindi di adeguare quanto prima l’ordinamento italiano agli standards di tutela previsti dalle normative internazionali e comunitarie in materia di prevenzione e lotta contro la violenza nei confronti delle donne”.