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COSTRUIAMO INSIEME UN PROGETTO PER CAMBIARE IL GOVERNO DELLA CITTÀ
Saremmo ipocriti se negassimo che attribuiamo alla politica l’importante ruolo di indicare secondo quale compiuto progetto si intende governare. Anzi la vorremmo capace – come in passato – di farsi riconoscere questa funzione. Ma ciò implica che essa ritrovi una sintonia piena con il principio di rappresentanza, che è il sale della moderna democrazia.
Crediamo però che questa rinascita della politica possa e debba ripartire dal basso, dalle comunità locali, perché è proprio qui che si misura in modo più diretto quella distanza, nel governo della cosa pubblica, tra il dire e il fare che, a livello generale, sembra ormai un solco incolmabile.
Come socialisti, con il progetto RAVENNA IN COMUNE per cambiare il governo della città, non abbiamo smarrito la nostra idea di fondo che l’Italia abbia bisogno di un soggetto politico ambientalista, laico e di sinistra riformista e, l’Europa, di un Partito Socialista Europeo che torni a essere indiscutibilmente la forza trainante della sinistra europea e di un progetto alternativo di sviluppo compatibile che riguardi tutto il continente e la sua frontiera mediterranea.
Anche se tutto ciò, almeno sul piano politico generale, potrebbe interessare innanzitutto socialisti, verdi e radicali, e i loro ormai prossimi congressi nazionali, a livello locale emergono criticità preoccupanti su temi come la rettitudine, la trasparenza, l’equità, il lavoro e l’uso del territorio, rispetto ai quali registriamo consonanza di propositi con la sinistra tradizionale. Ma le convergenze sono molto più larghe e diffuse tra i cittadini, anche al di fuori di questo “recinto” politico.
Ognuno dei promotori ha perciò il dovere di offrire ai propri “vecchi” elettori l’opportunità di riconoscersi in RAVENNA IN COMUNE, così come al non-voto e alle nuove generazioni, che non scelgono più secondo i canoni sperimentati della politica come “luogo geografico” – destra/sinistra – o come “nostalgia della memoria” – le identità partitiche -, bensì sulla base di un progetto ed un programma convincenti.
Si tratta, in altri termini, di favorire un processo di cittadinanza attiva il cui avvio ha già “riempito” l’estate ravennate con eventi che hanno ottenuto importanti e indiscutibili successi, dalla campagna di DAINASTY, alla conferenza stampa di presentazione del progetto, dalla festa a Mezzano di E-STATE A SINISTRA, alla raccolta di adesioni al manifesto/appello CAMBIAMO RAVENNA.
Nello sforzo generoso di prefigurare un disegno tanto ambizioso, era forse inevitabile che, in prima approssimazione, fossimo letti come “sinistra unita” – quasi una sorta di fronte popolare – frutto soltanto della sommatoria di sigle partitiche, piuttosto che come la matrice e l’enzima di una ben più estesa domanda di buon governo della città.
Abbiamo invece ben chiaro che i diversi progetti politici nazionali sono tutt’altra cosa rispetto al progetto locale che è e resta soltanto tale, proprio per gli indubbi motivi specifici che lo hanno determinato, compreso il fatto che il Pd ravennate sembra cercare alleati solo per vincere le elezioni, ma non per governare davvero assieme. Da troppo tempo ormai!
RAVENNA IN COMUNE, infatti, non si identifica semplicemente con questo o quel partito né, per differenza, con i suoi competitori (avversari, non nemici), ma – in positivo – per i contenuti del suo progetto di governo della città.
Partito Socialista Italiano della Provincia di Ravenna