NENCINI E MARTELLI SU GIOVANNI FALCONE
QUANTE LACRIME DI COCCODRILLO!
Il 23 maggio 1992 il giudice Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i tre agenti della scorta morirono in un attentato mafioso vicino a Capaci, voluto da Cosa Nostra
Non ho mai sopportato chi ha un giudizio su di te quando sei vivo e un giudizio opposto quando sei morto. E non fa nemmeno penitenza. Falcone fu duramente attaccato in vita da certa sinistra, anche dalla tribuna autorevole del CSM, accusato per la sua collaborazione con l’allora Ministro di Giustizia, Claudio Martelli, fatto oggetto di scherno – si, di scherno – dalle colonne di prestigiosi quotidiani. È l’attacco di Riccardo NENCINI, segretario del PSI, a 25 anni dalla strage di Capaci, dove persero la vita Falcone Borsellino, la moglie e tre uomini della scorta, che aggiunge: Chi non ricorda, rilegga. Appena saltato in aria, beatificato da chi l’aveva offeso. Non ho mai cambiato idea. Un servitore dello Stato, una persona perbene cui ho stretto la mano un paio di volte, proprio quando l’ombra dell’emarginazione si faceva più lunga. Un uomo in gamba. In vita prima ancora che dopo Capaci.
Quante lacrime di coccodrillo scrive, appunto, Claudio Martelli in un suo articolo. (leggilo QUI)
Partito Socialista Italiano della Provincia di Ravenna