Consigli territoriali
ELEZIONI BURLA A RAVENNA
(15 maggio 2013)
di Giacomo La Commare*
Da giorni ascoltiamo e leggiamo dichiarazioni di soddisfazione da parte di assessori ed esponenti politici locali riguardo ai risultati delle elezioni appena svoltesi a Ravenna per i Consigli Territoriali. Questo atteggiamento ci lascia perplessi ed increduli e ci spinge a intervenire sulla questione a fianco di quei cittadini che, direttamente o indirettamente, hanno espresso dissenso e delusione per il metodo con il quale tale operazione è stata portata avanti. I socialisti si sottraggono alla cattiva frequentazione del “ lascia che sia “ che cresce sempre più florida nella cittadinanza, tra indifferenza e sottile rassegnazione. Soppresse per legge le Circoscrizioni nei Comuni con popolazione inferiore ai 250.000 abitanti, gli organi circoscrizionali hanno cessato di esistere con il rinnovo del Consiglio Comunale nel 2011. Il Consiglio Comunale di Ravenna ha però provveduto a modificare lo Statuto, deliberando di conservare la suddivisione territoriale in 10 aree geografiche e di istituire i “Consigli Territoriali” quali nuove forme di consultazione e partecipazione e alla vita amministrativa comunale. Ma l’apposito regolamento approvato dal Consiglio Comunale il 30 luglio 2012 è stato anche di recente da noi criticato, fino a richiedere al Sindaco la sospensione e il rinvio delle elezioni. Si sarebbe così potuto modificare quel regolamento che, legato a filo doppio ai numeri e alla rappresentanza in Consiglio Comunale, rendeva inutile queste elezioni dei Consigli Circoscrizionali, che impedivano la partecipazione a libere associazioni di cittadini impegnati nel sociale, come nel volontariato, o a portatori di istanze locali diverse da quelle già rappresentate, se non filtrandole attraverso le convenienze dei partiti già presenti in Consiglio. Il risultato di una partecipazione al voto inferiore al 6% degli aventi diritto è quindi il fallimento annunciato di una operazione che doveva andare nella direzione di dar voce alla gente ed ai problemi dei cittadini. Quando si parla di democrazia, il meglio poco che niente, non è tollerabile, perché la democrazia, si basa sul senso di giustizia ed equità che c’è o non c’è. Per questo siamo convinti che, se si doveva credere e puntare su una forma di democratizzazione e partecipazione alla cosa pubblica, sarebbe stato giusto investire, anche parecchio, in tale operazione, ponendola però come pietra miliare di un nuovo modo di leggere la cosa comune, tenendola lontana da dubbi ed incertezze. Non abbiamo motivo di dubitare della buona fede di chi sostiene il costo “zero” dell’intera operazione. Anche se poco, qualcosa sarà pure costata, ma coi soldi di tutti, a favore solo di alcuni: i partiti già presenti in Consiglio Comunale! Nonostante che noi socialisti dissentiamo sul metodo adottato per l’elezione dei Consigli Circoscrizionali, avremmo preferito che si dicesse che le spese sono state irrisorie a fronte dei vantaggi e della cifra democratica che la vita dei cittadini otterrà da tale operazione.
Se lo scopo era ed è quello di allargare il dialogo dell’Amministrazione con i cittadini, se ne doveva tenere conto nella definizione del regolamento elettorale. La questione è se essi – i Consigli Territoriali – debbano essere una palestra per una stanca e poco utile ripetizione delle posizioni già espresse e delle decisioni già prese in Consiglio Comunale, oppure un luogo di confronto senza pregiudizi, perché si possa tenere effettivamente conto delle opinioni della comunità tutta. A maggior ragione nelle attuali ristrettezze economiche, nelle quali la scelta delle priorità è determinante, l’opinione del cittadino diventa, infatti, davvero fondamentale.
Questo sostenevamo, in sunto, nella lettera aperta inviata qualche mese fa al Sindaco. Non abbiamo ricevuto alcuna risposta e abbiamo deciso di non presentare alcun candidato a tale tornata elettorale, a differenza di altri partiti o liste civiche che, pur avendo criticato, in precedenza, il Regolamento per l’istituzione dei nuovi Consigli Territoriali, si sono poi affrettati a presentare le proprie liste e ad eleggere i propri rappresentanti. Oggi, alla luce di quanto accaduto , la nostra scelta risulta ancora più giusta. A spoglio avvenuto, infatti, l’intera questione assume toni addirittura grotteschi, risultando che alcuni consiglieri sono stati eletti con zero preferenze. Al di là delle buone intenzioni, quindi, non solo i cittadini, ma gli stessi candidati non hanno dato alcun credito a questo modo di promuovere la partecipazione e di rappresentare lo spaccato sociale del territorio. Ci auguriamo che, per il rinnovo dei Consigli territoriali nel 2016, si voglia seriamente rivedere il regolamento, per la modifica del quale, sin da oggi siamo a disposizione degli organi e delle commissioni competenti. Ad ogni buon conto, si sappia che abbiamo intenzione di costruire un “Comitato cittadino di pubblica utilità” aperto a tutti i cittadini, studenti, ragazzi, donne, singolarmente o riuniti in associazioni, che vogliano trovare voce presso le istituzioni, comunali, provinciali e regionali, per costruire insieme una rete di solidarietà sociale vicina alle istanze della gente. In questo momento di profonda crisi economica e sociale, intendiamo riappropriarci di un ruolo, da troppo tempo abbandonato e demandato ad altri, ma che ha sempre visto i socialisti, con pochi altri, tra i lavoratori, tra gli “sporchi”: fieramente tra gli ultimi!”
*segretario comunale PSI Ravenna
Partito Socialista Italiano della Provincia di Ravenna