coppie di fatto 2014

SENZA REVERSIBILITA’ LA LEGGE SULLE UNIONI CIVILI E’ INUTILE

Si definiscono unioni civili tutte quelle forme di convivenza fra due persone legate da vincoli affettivi ed economici, che non accedono volontariamente all’istituto giuridico del matrimonio o che sono impossibilitate a contrarlo. Il diritto non è rimasto indifferente all’evoluzione dei costumi ed esistono oggi numerosi provvedimenti legislativi che disciplinano le nuove unioni ma, contrariamente a molti altri Paesi europei, l’Italia non ha mai approvato una legislazione specifica. Nonostante alle coppie di fatto non siano riconosciuti gli stessi diritti delle coppie sposate, esistono delle eccezioni per alcune categorie di persone come i giornalisti, ai quali nella coppia di fatto il partner può usufruire della cassa mutua sanitaria in uso per la categoria professionale e soprattutto i parlamentari che, oltre ad usufruire dello stesso diritto dei giornalisti, possono trasmettere la pensione di reversibilità al partner sopravvissuto. La questione delle unioni civili è entrata spesso a far parte di direttive riguardanti uno dei princìpi cardine dell’Unione Europea: tutti i cittadini dell’Unione hanno gli stessi diritti, indipendentemente dalla loro origine, nazionalità, condizione sociale, loro credo religioso o orientamento sessuale. Già dal 1994 la Comunità Europea ha emanato una risoluzione per la parità dei diritti e ha ribadito in più occasioni il suo convincimento. Nella Raccomandazione del  marzo 2000 sul rispetto dei diritti umani nell’Unione Europea, si chiede agli Stati membri di “garantire alle famiglie monoparentali, alle coppie non sposate e alle coppie dello stesso sesso parità di diritti rispetto alle coppie e alle famiglie tradizionali, in particolare in materia di legislazione fiscale, regime patrimoniale e diritti sociali”. E così nella Risoluzione del 2003. Ora, per quanto riguarda il Parlamento italiano “siano i deputati socialisti a mettere i paletti”. Roberto Biscardini della segretaria nazionale del nostro Partito risponde così alle preoccupazioni di Alfano, leader del Nuovo Centro Destra che, nei giorni scorsi,  si è detto  pronto a riconoscere tutele giuridiche alle coppie di fatto, ma niente adozioni e reversibilità. “Da decenni i socialisti sono in prima linea nella battaglia per il riconoscimento delle coppie di fatto. Decine e decine i nostri progetti di legge, la prima proposta di Disciplina della famiglia di fatto, fu presentata alla Camera il 12 febbaraio 1988 da Alma Agata Cappiello, avvocato e parlamentare socialista, ma non fu mai calendarizzata. Dagli anni novanta si sono succedute  numerose  proposte di legge sia alla Camera che al Senato, così come sono diventati sempre più pressanti gli inviti del Parlamento Europeo alla parificazione dei diritti di coppie conviventi ma, sin dall’inizio, il dibattito politico ha registrato da parte della Chiesa cattolica forti obiezioni ed aspre critiche all’adozione di una legislazione in merito. La legge non riconosce ai conviventi alcun diritto alla successione. La differenza fondamentale tra matrimonio e coppia di fatto riguarda infatti i diritti successori, previdenziali, alla casa e all’ assistenza. E’  quindi dovere improrogabile del centro sinistra fare quadrato sull’ equiparazione matrimonio/unioni civili per garantire i diritti fondamentali.