congressopsi2013

CONGRESSO PSI: IL RINNOVAMENTO SOCIALISTA PASSA DI NUOVO DA VENEZIA
Riccardo Nencini rieletto segretario a larghissima maggioranza
Nei prossimi giorni un’ampia rassegna e inserti sui lavori congressuali

(leggi il documento politico approvato dal congresso)
Il 29, 30 novembre e 1 dicembre si è tenuto a Venezia il congresso del PSI; a Venezia come, nel lontano 1957, lo storico congresso della “autonomia socialista” rispetto all’unità d’azione con il PCI, l’anno dopo la repressione militare della sollevazione popolare ungherese contro il regime comunista. Ancora una volta, a Venezia, al di là delle divergenze politiche, le anime storiche del riformismo socialista, eredi di Nenni e di Lombardi, hanno posto un robusto architrave a sostegno dell’unità del partito.
Riccardo Nencini, così, è stato rieletto segretario con il voto del 90% dei congressisti e il voto di astensione della sinistra socialista di Franco Bartolomei che, dopo i tre giorni di dibattito congressuale, diversamente dall’altro candidato di minoranza, ha ritirato la propria candidatura, dichiarando che, di fronte a un candidato segretario che ottiene dai congressi territoriali l’ottanta per cento dei consensi, insistere su candidature alternative non è di nessuna utilità politica; le forti diversità della proposta politica della sinistra socialista, come sul governo, sulla analisi della natura della crisi e sulle difficoltà del PSE, la caricano, più di altri, del dovere di mantenere uniti e solidali i compagni nel rispetto delle regole di convivenza e del clima interno; le ragioni di una posizione politica sia pure particolarmente diversa, non possono essere tali da non riconoscere che il partito ha un segretario sostenuto da una larga maggioranza ed è in condizione di presentare all’esterno la propria proposta politica con tutta la forza e la capacità necessarie, non diviso da ostilità personali.
Il successo del congresso è segnalato anche dalla partecipazione ai suoi lavori di importanti personalità esterne: Enrico Letta, Guglielmo Epifani, Susanna Camusso, Luigi Angeletti, Nichi Vendola, Gaetano Quagliariello, Adele Gambaro, Luana Zanella, Claudio Martelli, Ugo Intini, Beppe Englaro. Particolarmente applaudito l’indirizzo di saluto del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
È anche a questa ritrovata attrattività dell’assise socialista che ha fatto riferimento Nencini nelle sue conclusioni, brevemente soffermandosi su alcuni dei temi posti dal congresso, ma soprattutto sul prossimo futuro: una nuova maggioranza, nuovi contenuti programmatici e riassetto delle responsabilità tra i partner del governo Letta; una sessione parlamentare sui diritti civili che sempre più sono legati alle responsabilità sociali, sulla quale hanno convenuto anche Susanna Camusso (CGIL) e Luigi Angeletti (UIL); abolizione dello sbarramento alle elezioni europee e introduzione della preferenza di genere. Sul piano più strettamente politico, Nencini ha rilevato come la alleanza tra PSI PD e SEL è presente nelle città e nelle regioni e lo sarà anche nella prossima primavera con le elezioni amministrative e quelle europee nelle quali sosterremo assieme il socialdemocratico Martin Schulz come presidente della Commissione europea; nelle città, nelle regioni e in Europa, con PD e SEL, sono più le cose che ci uniscono di quelle che ci dividono e dobbiamo far sì che sia così anche in Parlamento, al di là della diversa posizione di SEL sul Governo Letta. Sul partito, infine, Nencini, ha concluso che abbiamo il dovere di solidificare e ampliare il partito con un nuovo patto fondativo e preparare una nuova generazione alla quale consegnare un partito in piedi e un po’ più vigoroso.

Riconfermati i ravennati Lorenzo Corelli e Giacomo La Commare, questi gli altri romagnoli eletti in Consiglio nazionale: Anna Maria Bisulli, Carlotta Canavese, Fabrizia Fiumi, Gennaro Mancino, Andrea Pancaldi, Monica Ricci e Loretta Villa.