CONGRESSO PROVINCIALE PSI RAVENNA, ELETTA LA NUOVA SEGRETERIA
sanità e lavoro, elezioni europee e amministrative di primavera, i temi del dibattito
Il congresso provinciale del Partito Socialista di Ravenna, svoltosi il 20 febbraio presso la sala “Aurora Almo Rossi”, ha rieletto segretario Armando Menichelli e nominato il nuovo Consiglio Direttivo. La segreteria provinciale è composta, oltre che da Menichelli, dal vice segretario Danilo Olivieri e da Giacomo la Commare segretario comunale di Ravenna.
I temi principali discussi dal congresso sono stati, oltre che le imminenti elezioni amministrative ed europee, la USL della Romagna diventata una realtà dal primo di gennaio, l’Atto Unico per il Lavoro presentato alla Camera, con il quale i socialisti propongono norme che affrontino in modo deciso i temi dell’occupazione, in particolare giovanile e dello sviluppo.
Con riferimento alle elezioni europee, il congresso saluta positivamente l’adesione del PD al PES (Partito del Socialismo Europeo) del quale finora, in Italia, soltanto il PSI è membro, adesione che sarà sancita al congresso di Roma – il 28 febbraio e 1° marzo prossimi – dello stesso PES.
Per quanto riguarda le elezioni amministrative, che interesseranno 14 Comuni della nostra provincia, i socialisti saranno presenti, in quelli sotto i 15.000 abitanti, nelle liste di coalizione del centro sinistra; a Cervia e a Bagnacavallo i socialisti confermano la positiva esperienza amministrativa con SEL.
A Lugo ritengono che non ci siano le condizioni per una unica coalizione di centro sinistra guidata dal PD e pertanto concorreranno, con la propria lista, a costituire una coalizione alternativa e di sinistra con un suo candidato sindaco.
Sulla USL della Romagna, il congresso ha approvato una mozione della quale riportiamo di seguito una ampia sintesi.
NELL’INTERESSE DEI CITTADINI
L’AZIENDA SANITARIA DELLA ROMAGNA NON SIA SOLTANTO UNA FUSIONE
DELLE QUATTRO PREESISTENTI AZIENDE
I socialisti chiedono modelli organizzativi innovativi e investimenti tecnologici e di informatizzazione
Per mesi la Regione e le istituzioni locali, in particolare i Sindaci e le Conferenze socio sanitarie di Cesena, Forlì, Ravenna e Rimini hanno lungamente dibattuto e non sempre con forti comunioni di intenti, sulla costituzione della grande Azienda Sanitaria Unica della Romagna che dal primo gennaio 2014 è diventata una realtà.
Alla fine dello scorso anno è stato nominato il Direttore generale e oggi è venuto il momento di dare sostanza ad una struttura che è di prioritario interesse per i cittadini.
Stiamo infatti parlando oltre che della salute delle collettività locali, di un ingente quantitativo di risorse pubbliche le quali devono essere orientate nel migliore dei modi visto che derivano dalla tassazione che ai livelli attuali inginocchia famiglie, lavoratori, pensionati e imprese. Per il PSI di Ravenna, Area Vasta, al di là di una semplice operazione di fusione, deve essere un reale e tangibile segnale di qualificazione delle prestazioni sanitarie e della spesa pubblica.
In sostanza se, come il Partito Socialista ritiene, il modello universalistico sia il più garantista, non ci si può permettere che a causa di modelli organizzativi ormai obsoleti, una struttura di tali dimensioni chiami i cittadini ad un ulteriore salasso. L’Ausl della Romagna deve subito sviluppare l’autosufficienza per le prestazioni di 2° e 3° livello, oggi non disponibili sul territorio romagnolo, evitando duplicazioni con le esistenti favorendo, tra queste, la migliore e mantenendo inalterate, in prossimità della residenza dei cittadini, le risposte di base in tutti gli ospedali; ma non pare sia questo l’orientamento; nel contempo e non in fasi successive, si devono creare capillari risposte territoriali attraverso la rete delle Case per la Salute.
Con una unica Azienda si possono diminuire i costi di gestione a favore delle prestazioni, ma i socialisti valutano inopportuna ogni azione tesa alla semplice fusione delle precedenti 4 Aziende, per favorire il risparmio; ritengono, diversamente, che per ottenere l’obiettivo, l’AUSL Unica debba essere strutturata con modelli organizzativi innovativi, con una forte propensione agli investimenti in tecnologie e nell’informatizzazione, per fare circolare dati e non persone, per garantire le prestazioni prioritarie in prossimità della residenza dei cittadini con normali tempi di attesa e non per costruire sedi uniche amministrative e pagare esorbitanti affitti a soggetti privati.
L’Azienda deve essere in grado di rispondere ad esigenze del tutto peculiari quali la notevole dimensione del territorio di riferimento, l’assenza di rilevante concentrazione di una popolazione di oltre 1.100.000 abitanti, a cui si aggiungono le presenze turistiche e la molteplicità delle istituzioni locali che compongono il territorio della Romagna e coinvolgono 75 comuni.
I socialisti, certi che le sfide per un migliore stato sociale in grado di garantire servizi a prescindere dallo status o dalle condizioni economiche dei cittadini, si aspettano una Azienda sanitaria orientata alle esigenze della popolazione, alla presa in carico delle cronicità, che investa risorse orientate soprattutto ai bisogni delle collettività locali e non a quelli delle autoreferenzialità delle strutture.
Se non si percorrerà questa strada diventerà sempre più complicato sostenere l’universalità del sistema sanitario pubblico, che molti Paesi ci invidiano e che è una delle più grandi conquiste sociali alle quali ha contribuito fortemente il PSI.
La nostra Regione colga al balzo una straordinaria opportunità ed investa sull’Ausl della Romagna sapendo che nuovi assetti organizzativi, qualificazione della spesa, razionalizzazione dei centri decisionali e quanto può svilupparsi in Romagna, potrebbe rappresentare un modello per tutta la regione, in grado di sostenere le sfide future.
Partito Socialista Italiano della Provincia di Ravenna