AUSL Romagna 3

Ausl unica: solo tagli!
COSI’ MENICHELLI* SUI NEFASTI PROPOSITI DI RISTRUTTURAZIONE DELLA SANITA’ FAENTINA

Da anni è apparso chiaro che i tre ospedali di Ravenna, Faenza e Lugo dovevano avere, tolte le prestazioni di primo livello da garantire in tutti e tre gli ospedali, caratteristiche distintive e uniche in ambito provinciale.
Si sarebbe cioè dovuto decidere già da tempo cosa fare in termini esclusivi nei tre ospedali, al fine di garantire che le prestazioni effettuate a Faenza fossero commisurate al bacino di utenza di 398.000 abitanti dell’intera provincia.
Il risultato sarebbe stato che ciò che veniva fatto in termini esclusivi a Faenza non temeva alcun confronto, in termini di casistica numerica, né con l’ospedale di Forlì (189.000 abitanti) né con quello di Cesena (200.000 abitanti).
Ciò non è stato fatto e adesso, in una prospettiva della Romagna,  non ha più senso alcuna integrazione con Ravenna, perché dal primo gennaio 2014 Faenza non avrà più alcun legame con la sanità ravennate, ma con quella di Forlì, in quanto l’ambito di intervento della Ausl Unica sarà la Romagna e non più la nostra provincia. Il piano presentato va quindi rigettato!
Intervenire oggi con riduzione di posti letto a Faenza vuol dire riconsegnarla alla nuova Azienda Unica di Romagna notevolmente ridimensionata.
Questo inaccettabile processo di riorganizzazione mi ha indotto a intervenire pubblicamente perché ritengo inopportuno e inammissibile pensare di tagliare posti letto e specializzazioni in un territorio come quello di Faenza che offre servizi ad un bacino di utenza di oltre centomila abitanti, comprendendo anche i cittadini di Marradi, Palazzuolo, di tutta la vallata del Senio e del Lamone, di Modigliana  e Tredozio.
E’ inconcepibile pensare che una realtà in crescita, con più bambini ed anziani, veda diminuire, invece che aumentare, i servizi sanitari.
Le risorse vanno reperite tramite l’efficienza, risparmiando sulle prestazioni esterne e utilizzando meglio il proprio personale; abbiamo eccellenze che vanno valorizzate e non si possono depauperare, pensando esclusivamente ad una politica di accentramento su Cesena che porterà solo inefficienza.
I cittadini hanno  diritto a servizi di primaria qualità; è impossibile pensare che un bambino o un anziano  malati debbano sobbarcarsi tanti chilometri, su percorsi spesso disagiati, per  usufruire di una prestazione, a volte di somma urgenza.
I Socialisti, da sempre vicini ai cittadini per la tutela dei loro diritti, invitano tutti i Sindaci – quello di Faenza Giovanni Malpezzi per primo – della provincia di Ravenna e delle realtà limitrofe a battersi in tutte le sedi, per tutelare le legittime aspettative dei cittadini e degli operatori ad avere una sanità efficiente e qualificata, poiché la salute non si può barattare.
Per questo ci batteremo in ogni sede e chiediamo alla Regione di non consentire che ci siano cittadini di serie B.
*Armando Menichelli è il segretario provinciale del PSI di Ravenna