Ausl Unica della Romagna
CHIAMANO I CITTADINI A DISCUTERNE QUANDO I GIOCHI SONO FATTI!
(31 ottobre 2013)
Come socialisti siamo da sempre fautori del superamento delle attuali provincie con la realizzazione di un ente intermedio romagnolo, in una area nella quale possono utilmente essere messi a fattor comune importanti comparti, dai servizi a rete ai trasporti, dalle fiere all’università, dal turismo alla sanità.
Nessun dubbio, quindi, che occorresse ridisegnare su area più vasta il sistema della sanità pubblica, per affrontare al meglio la riduzione di risorse disponibili, eliminando duplicazioni, sprechi e inefficienze, per mantenere così inalterata la qualità e le garanzie dei servizi al cittadino.
Il punto è sempre stato come realizzare questo nuovo modello di sanità pubblica: i risparmi, il loro uso, l’ottimizzazione delle eccellenze, la logistica e soprattutto l’inserimento di pratiche innovative di carattere tecnico e scientifico. Ma un piano industriale sufficientemente articolato non è mai stato presentato.
È su questo che noi socialisti chiedevamo una discussione vera che coinvolgesse la comunità e le istanze sociali, per evitare una gestione tecnocratica e decisioni preconfezionate.
Ma, anche ora che il progetto di legge per l’Ausl unica della Romagna è stato definitivamente licenziato dalla Giunta regionale, nessuno sa quali siano le risposte in merito alla distribuzione sul territorio dei principali servizi clinici, mentre le istituzioni e le parti sociali sono chiamate a definire i “dettagli” entro l’anno. Nessun dubbio che sia compito loro.
Ora, il tentativo in atto di coinvolgere i cittadini, come avviene in questi giorni con assemblee territoriali, ci pare sia, oltre che intempestivo e inutile, soprattutto dannoso, poiché annulla l’interesse alla partecipazione e anzi sancisce la sua condanna a morte.
E’ necessario che ognuno si assuma le proprie responsabilità, lasciando poi ai cittadini il giudizio sull’operato, anziché ricorrere alla ipocrita copertura di una partecipazione che nulla può incidere su decisioni già prese, perché i giochi sono fatti.
Partito Socialista Italiano della Provincia di Ravenna